Il marmo artificiale, storie e leggende della comunità di Varallo

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Il marmo artificiale, storie e leggende della comunità di Varallo

Viaggio davvero tanto per lavoro, ma anche per rilassarmi. Conoscere gente nuova e visitare i borghi, le città e le bellezze che ogni paese ha da offrire. Giorni fà mi sono imbattuto in una piccola cittadina di 5.000 abitanti in Piemonte. Esattamente nel comune di Vercelli. Varallo si trova nella zona nord, circondato da montagne con un tocco particolare riguardante la storia. Mi è sempre piaciuto fermarmi a parlare con le genti, soprattutto ritrovarmi seduto ad un bar insieme agli anziani del posto per conoscere meglio la zona che mi circonda.

Una di queste storie è proprio quella del marmo artificiale, che i cittadini di Varallo custodiscono gelosamente grazie all’enorme importanza che questo materiale ha.

Agli inizi del ‘500 venne immesso l’arte della scagliola nella pianura emiliana per usi architettonici. Difatti venne largamente usato per la costruzione di paliotti d’altare e riproduzioni ecclesiastiche. È solo agli inizi dell’Ottocento che gli abitanti di Rima svilupparono un metodo per ricreare il marmo artificiale e produrlo su larga scala. Ma è qui che diventa legenda. Solo gli stuccatori di Rima conoscono il processo di lavorazione per la creazione del marmo, lasciando agli operai semplici la lavorazione base, lasciando custodito il segreto che avvolge questa zona.

SI creeranno vere e proprie filiere di lavorazione del marmo artificiale, di cui Antonio de Toma (1821-1895) ne fu il capostipite. Fu proprio lui a diventare il primo imprenditore di lavorazione del marmo, tanto da trasferirsi all’età di 11 anni e cominciare a lavorare dapprima a Monaco, per poi spostarsi a Berlino, Vienna e Stoccolma. Diventerà un nome importante per aver lavorato nelle regge di Ludwig e nella Vienna imperiale.

Ma come viene creato questo famoso marmo artificiale? Da cosa è composto?

Grazie all’Agenzia Turistica Locale di Vercelli, con sede a Varallo, siamo riusciti ad avere dei documenti che spiegano perfettamente questa lavorazione.

 

I componenti del marmo artificiale sono gli stessi presenti da secoli nella tecnica dello stucco: acqua, gesso semidrato, colle animali e pigmenti colorati.La presenza di acqua e collanti fa si che l’amalgama aderisca perfettamente alle superfici. Ciò che differenzia la tecnica di lavorazione del marmo di Rima consiste in:

  • La preparazione dei colori.
  • L’impasto.

La ricerca delle tonalità delle tinte parte dal colore più intenso e procede fino a quello più tenue, utilizzando un minimo di tre sottotinte per ciascun colore: in questo modo si può creare un numero infinito di sfumature. L’impasto viene amalgamato su una tavola di composizione rivestita con telo di iuta; dopo che si è addensato, maneggiando il telo si procurano grinze e spaccature: successivamente, questi interstizi saranno colmati con arte, creando le venature del marmo.

Si realizzano due fondamentali preparazioni dell’impasto, bagnato e a secco, a seconda della struttura morfologica del marmo da imitare; gli onici, per esempio, si preparano a secco, perchè richiedono strati molto sottili diversi e sfumati. È anche possibile, a seconda delle esigenze, compiere una commistione delle due tecniche: le brecce si ottengono con tecnica mista componendo l’impasto su tela in tempi successivi. Per ottenere l’indurimento omogeneo dell’impasto si usa poi acqua di colla in percentuali variabili.

Infine si procede alla lisciatura con spatola di ferro ed alla lucidatura con le pietre – ben sette – fino ad ottenere trasparenze eccezionali. Il processo di lavorazione è lungo, delicato e difficile: in media occorrono dalle 10 alle 12 ore per ottenere la superficie di un metro quadro. Tutti i passaggi devono essere compiuti a mano, perchè richiedono il controllo dell’artigiano. Come tutte le lavorazioni artigianali, anche questa presenta alcune varianti, nate in relazione al risultato che si persegue. Per esempio, il telo di iuta che riveste la tavola di composizione dell’impasto deve essere accuratamente stirato per ottenere venature disposte in linea retta.

 

LABORATORIO DEL MARMO ARTIFICIALE DI RIMA

Località Rima, 44 – 13020 Rima San Giuseppe VC

tel. 340/5488376 – 347/1253339340/3922189

mail: studio.pedretti@towernet.it

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