Bellezze mondiali Parchi Nazionali

Il Parco Nazionale del Sirente Velino

Parco Nazionale del Sirente Velino

vallata Parco Nazionale del Sirente Velino
Vista di una vallata del Parco Nazionale del Sirente Velino

Il Parco Nazionale del Sirente Velino offre, a chi ne percorre le valli e gli altipiani e ne ascende le vette (del Monte Sirente e del Monte Velino) uno straordinario esempio dell’ambiente dei massicci più elevati dell’Appennino: pareti rocciose, canyon, circhi glaciali, creste modellate dall’erosione compongono uno spettacolare ambiente di alta montagna. Faggete e praterie d’alta quota, variopinte fioriture, fenomeni carsici, i cui esempi più spettacolari sono costituiti dalle Grotte di Stiffe e dalle Gole di Celano, e la presenza del lupo e dell’aquila, cui si aggiungono da qualche anno il cervo e il grifone, completano il quadro.

I castelli di Ocre e di Celano, le chiese romaniche di San Pietro e di Santa Maria in Valle Porclaneta, i ben conservati centri storici consentono di accostarsi al medioevo abruzzese e svelano la vita quotidiana dei montanari del passato.

Il Parco, oltre ai grandi valori naturalistici, è decisamente appetitoso per chi ama la vacanza attiva, la montagna, gli sport invernali, con importanti stazioni sciistiche quali Campo Felice, Ovindoli e Rocca di Mezzo, spazi aperti e, perché no, la buona tavola. Infatti sono da assaporare i funghi diffusi in tutto il Parco, il tartufo nero presente soprattutto nell’Alta valle dell’Aterno e lo zafferano, coltura tipica dell’area di Fagnano e Tione.

Fauna

Volpe al Parco Nazionale del Sirente Velino
Volpe al Parco Nazionale del Sirente Velino (foto di Stefano Serafini)

Nell’area protetta vivono specie a rischio di estinzione come l’orso marsicano, qui presente con 3-5 esemplari, il lupo appenninico, l’aquila reale, il grifone, splendido avvoltoio reintrodotto dal Corpo Forestale, il raro picchio dorsobianco e l’astore che qui trovano ampie foreste dove nidificare. Pareti rupestri e falesie offrono habitat idonei alla nidificazione anche per il falco pellegrino, il gufo reale, il gracchio alpino, il rarissimo lanario. Alcune specie meno note ma tuttavia rarissime sono ancora presenti nell’area protetta, come la lepre italica e la Rosalia alpina, un coloratissimo coleottero legato a boschi maturi di faggio.

Fra i mammiferi, oltre all’orso marsicano ed al lupo appenninico sono presenti il gatto selvatico, la martora, il cervo, il capriolo, l’istrice, il ghiro.

Fra gli uccelli ricordiamo anche il martin pescatore, il gracchio corallino, lo sparviero, il corvo imperiale, il picchio muraiolo, il picchio verde, il fringuello alpino, la coturnice, l’averla piccola, la tottavilla.

Fra i rettili sono presenti, oltre alla rarissima vipera Orsini, il cervone, la natrice, il biacco.

Fra gli anfibi sono segnalate la salamandra appenninica, la salamandrina dagli occhiali, il tritone appenninico, la rana rossa appenninica, la raganella italica.

Flora

Monte Sirente
Il Monte Sirente (Foto di PR Sirente Velino)

Il clima rigido rende possibile la presenza di piante che vivono di norma nei luoghi più freddi. Fino ai 1.000 metri prevalgono le querce, in particolare la roverella; interessante è la presenza del leccio. Più in alto, il faggio domina il paesaggio vegetale; tra le rarità botaniche va citata la betulla, presente nella valle di Teve. Oltre il limite della vegetazione d’alto fusto, sassifraghe e specie rare come la potentilla appenninica, la dripide linneiana, la campanula del Cavolini e l’Allium lineare crescono anche sui ghiaioni più ripidi. Tra le fioriture spiccano quelle del giglio martagone e rosso, della genziana maggiore, del narciso dei poeti e di molte orchidee selvatiche. Tra le ultime specie individuate dai botanici sull’altopiano delle Rocche compare la Serratula lycophifolia.

Abbondanti i frutti di bosco quali fragole, more, lamponi, ribes, uva spina. Da non dimenticare i funghi diffusi in tutto il Parco ed in particolare, per il Sirente va sottolineata la presenza del tartufo nero che, in particolare per l’Alta valle dell’Aterno, rappresenta un’importante risorsa economica. Infine, lo zafferano rappresenta una coltura tipica dell’area di Fagnano e Tione.

Luoghi di interesse

 

Le Gole di Celano

Affacciate sul Fucino, le gole di Celano sono il più spettacolare dei grandi canyon abruzzesi. Lunghe 5 km hanno pareti verticali alte anche più di 100 metri. Sono di facile accesso, ma scomode e pericolose d’inverno e al disgelo, quando sono attraversate da un tumultuoso torrente, e torride nella parte centrale dell’estate a causa della quota modesta. Il periodo migliore è quindi quello a cavallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno o maggio-giugno. Una coppia di aquile nidifica nella zona più impervia e regala emozioni ineguagliabili agli escursionisti. Il percorso può partire da Ovindoli e raggiungere Celano o limitarsi alla zona più spettacolare di Celano.

 

 

Le grotte di Stiffe

Le grotte di Stiffe sono la più frequentata cavità dell’Abruzzo, di cui raccoglie buona parte delle acque sotterranee. Nelle grotte di Stiffe sfociano infatti le acque che sprofondano negli inghiottitoi carsici dell’Altopiano delle Rocche, dopo un percorso ipogeo di circa tre chilometri e un dislivello che sfiora i 600 metri. Il sentiero attrezzato per la visita, che si sviluppa per 650 metri, permette di ammirare una successione di sale di grande fascino, con splendide concrezioni stalattitiche, attraversate dalle acque impetuose del torrente sotterraneo che forma anche una grande cascata.

Le Grotte sono formate in prevalenza da rocce calcaree che danno alle pareti un colore candido ma anche da ossidi metallici, depositati dall’azione del fiume nei secoli, che danno alle rocce colori più scuri.

Il percorso di visita parte dalla sala del silenzio, così chiamata perché in gran parte dell’anno il torrente in questo tratto si prosciuga e rende ovattato tutto l’ambiente, raggiunge la sala della cascata, che, alta trenta metri, ospita una fantastica cascata di venti metri. La sala delle concrezioni offre agli occhi un gioco di drappeggi di stalattiti e stalagmiti. Il lago nero è sovrastato da una parete che cela l’angolo più nascosto di Stiffe, non visitabile dai turisti per la delicatezza dell’ambiente, in cui le stalagmiti e le colonne si mostrano solo agli speleologi. Nell’ultima sala vi è la seconda spettacolare cascata che, con la sua potenza, ed un salto di 25 m, si infrange con fragore nel lago profondo 5 m, creando turbini d’acqua e un rumore che rende impossibile parlare anche a breve distanza. Lo spettacolo è affascinante e selvaggio. La visita può essere effettuata solo accompagnati da guide e dura circa 50 minuti. E’ bene scegliere gli indumenti giusti perché la temperatura, costante tutto l’anno, si aggira sui 10 °C e l’umidità è molto alta. Oltre alle Grotte, l’area ospita un museo di speleologia, punti di ristoro, aree pic-nic e camper, giochi per bambini.

Le pagliare

Le Pagliare sono tre minuscoli villaggi agro-pastorali stagionali, molto originali e pittoreschi, formati da casette di pietra calcarea dove in estate le famiglie dei paesi sottostanti si trasferivano per lavorare i terreni circostanti. Le Pagliare di Tione, le più note e fotografate, sorgono su uno sperone roccioso che si affaccia su un pianoro di pascoli e su uno straordinario panorama della parete del Sirente. Il piccolo abitato include un grande pozzo a pianta circolare. Più appartate, le Pagliare di Fontecchio e Fagnano sono meno frequentate ma altrettanto interessanti. La zona è ideale per escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike e, d’inverno, per inconsuete escursioni in sci da fondo o racchette da neve.

Aree archeologiche

Per gli amanti di archeologia ma anche per tutti coloro che desiderano scoprire “l’altra faccia” del Parco, consigliamo di dedicare una o più giornate alla scoperta del patrimonio archeologico che fa di questo Parco un luogo di straordinaria bellezza e valenza storica. Numerose testimonianze e importanti ritrovamenti archeologici si segnalano lungo tutto il territorio del Parco: l’area archeologica dell’antica colonia romana Alba Fucens, il castello di Rovere a Rocca di Mezzo, il tempio italico di Castel di Ieri, l’area archeologica di Molina Aterno, l’antica Superequum a Castelvecchio Subequo.

I borghi e castelli

Fontana Fontecchio Parco Nazionale del Sirente Velino
Fontana trecentesca di Fontecchio

Castelli, torri di avvistamento e difesa, recinti fortificati, cinte murarie con torri e ponti sono visibili sia all’interno dei centri storici che nelle immediate vicinanze o splendidamente isolati. Essi sono fortemente consigliati per gli appassionati, alla ricerca e scoperta delle tracce medievali del Parco, del suo antico splendore ancora oggi ben conservato e visibile.

Ancor oggi, sono visibili: Gagliano Aterno, un piccolo villaggio ricco di chiese, palazzi e opere d’arte, dominato da un castello incantevole, è infatti un raro caso di castello-residenza, con un aspetto leggiadro

e signorile; Aielli con la sua bizzarra chiesa in stile fascista e una torre medievale; il borgo fortificato di Fontecchio, un piccolo gioiello che sembra essere comparso improvvisamente da un lontano passato, con la sua fontana gotica; ma anche il castello di Rovere, il castello di Celano, il borgo fortificato di Castelvecchio Subequo e di Castel di Ieri, il borgo fortificato di S. Iona e quello di S. Maria del Ponte a Tione.

 

Templi dell’arte e della fede

Il patrimonio artistico e monumentale del Parco è degno di rilevanza.

Splendide chiese romaniche, come la chiesa di S. Maria in Valle Porclaneta a Rosciolo; arte sacra rinascimentale e barocca; suggestivi conventi arroccati tra le valli, come il convento e la chiesa di S. Francesco a Castelvecchio Subecquo e il convento di S. Angelo ad Ocre; preziose chiese rurali, sulle vie della transumanza o in altura che invitano alla pace e alla serenità, come la chiesa rurale di S. Anna nelle pagliare di Fontecchio; S. Maria di Pietrabona a Castel di Ieri, S. Petronilla ad Acciano e S. Pio a Molina Aterno.
Nella valle dell’Aterno e della Subequana sono ben visibili simboli protettivi e propiziatori, espressione della religiosità popolare e della mescolanza tra sacro e profano. Si tratta di simboli incisi su molte pareti di case nei centri abitati. A Roccapreturo, si segnala un’armoniosa finestra quadrata ornata da simboli protettivi e propiziatori raffiguranti una figura maschile ed una femminile con ruota solare e a Succiano, una grotta del XVI-XVII secolo con ruota solare sull’intonaco.

Attività possibili 

Vallepietra Parco Nazionale del Sirente Velino
Vista di Vallepietra

L’ampiezza territoriale e la varietà di ambienti e paesaggi consentono ogni tipo di escursione, dalle brevi passeggiate nei prati fioriti dell’altopiano delle Rocche, del Piano di Pezza, dei Prati del Sirente, alle impegnative ascese alle vette del boscoso Sirente o del nudo Velino. La disponibilità di guide alpine, accompagnatori di media montagna e operatori naturalistici consente anche escursioni guidate, escursioni didattiche e trekking. Come sempre, tutto ciò che nel Parco può essere percorso a piedi, può esserlo anche in mountain bike e a cavallo. Ai sentieri del Parco, che sono segnalati, si aggiungono in questo caso gli innumerevoli percorsi possibili su antichi tracciati, sterrati, carrarecce, mulattiere, strade agricole e forestali di cui il territorio è ricco. Le numerose strade locali (ben asfaltate, poco trafficate, estremamente panoramiche) consentono inoltre un cicloturismo di grande qualità, servito dai molti borghi che costellano i paesaggi del Parco.

La mutevolezza del territorio e i frequenti salti di quota, con affacci e prospettive molto panoramiche, offrono opportunità molto stimolanti anche agli appassionati di fotografia naturalistica e di paesaggio.

Agli appassionati di alpinismo e arrampicata sportiva le cime del Velino e del Sirente sanno invece proporre sfide impegnative, mentre lo stesso fanno il fiume Aterno e le sue gole ai cultori di torrentismo, kayak e canoa. Durante l’inverno, le piste di Ovindoli e Campo Felice offrono opportunità di alto livello a chi pratica lo sci di discesa e snow board, mentre gli anelli dello spettacolare Piano di Pezza offrono ai fondisti un teatro di rara bellezza.

Il Cammino di San Tommaso

Ovindoli Parco Nazionale del Sirente Velino
Comune di Ovindoli

Nel Parco Nazionale del Sirente Velino si snoda anche uno dei percorsi più belli d’Italia: il Cammino di San Tommaso. La rete sentieristica abruzzese percorre alcune delle località già sopracitate (Fontecchio, Rocca di Mezzo, Massa d’Albe), costeggiando i comuni di Magliano dei Marsi e Ovindoli. Lo splendido scenario che si prospetta al trekker è senza eguali: immense vallate di verde, Capitanato dal Monte Velino e dai suoi 2.487m attestandosi come terzo gruppo montuoso più elevato dell’Appennino. Non mancheranno di certo gli incontri faunistici particolari. Se siete fortunati potrete vedere alcuni esemplari di falchi e aquile reali, compresi orsi marsicani e grifoni.

Il cammino di San Tommaso parte dalla Basilica di San Pietro a Roma fino ad Arrivare alla Basilica di San Tommaso ad Ortona.

Light Designer nella vita di tutti i giorni, viaggiatore nella seconda vita. Credente della filosofia del viaggio in solitaria giusto per poter fare quello che mi pare. Fotografo e visito qualunque cosa ho sott'occhio.

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