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L’oro rosso della terra

 L’oro rosso della terra

DIARIO DI VIAGGIO 6. ALTINO

Simboli del peperone dolce
Simboli del peperone dolce

Subito dopo aver visitato il bellissimo borgo di Roccascalegna, consigliati dal Sindaco, siamo giunti ad Altino, borgo di 3158 abitanti della provincia di Chieti. Anche se la tratta è stata organizzata all’ultimo secondo, il sindaco Vincenzo Muratelli ci ha accolto e ci ha raccontato per larghe linee la storia di questo splendido borgo. Oltre le bellezze architettoniche del luogo, e lo straordinario indice di natalità ( il più alto in Abruzzo negli ultimi 15 anni), ci ha spiegato il loro tesoro più grande, quello per cui sono conosciuti in tutto il mondo: il peperone dolce. La storia stessa della Comunità potrebbe essere raccontata da questo saporito ortaggio: undici anni fa ci fu il primo Festival gastronomico che cade tuttora nella penultima settimana di agosto. In questo periodo si svolge un palio culinario che interessa il borgo, in una sana competizione, in cui vengono preparati primi, secondi e dolci a base di peperone dolce. Altra grande particolarità di questo peperone è che viene utilizzato nella ventricina, salame tipico del vastese conosciuto ormai dappertutto.

Curiosi di questa particolarità caratteristica del luogo, il Sindaco ci affida nelle sapienti mani di Monica Granata e Michele Scutti, che ci

In compagnia del Sig. Michele Scutti
In compagnia del Sig. Michele Scutti

accompagnano a visitare il Museo dedicato al peperone dolce, spiegandoci in maniera dettagliata ogni singolo aspetto di questa meraviglia. Il Museo si trova dentro Altino, ed è straordinario nella sua specificità.
Innanzitutto, le nostre guide ( la signora anche gestore dello spazio) ci spiegano che la città è gemellata con Kalocsa, cittadina ungherese famosa per la paprika. Un collegamento gastronomico internazionale, segno che il buon cibo dappertutto è essenziale per una Comunità.

Il peperone dolce ( in dialetto pipindone perchè in origine si pensava venisse dall’india, e quindi pepe d’india) ha una particolarità: cresce all’insù, al contrario, come detto da loro cocc cap nball. E’ un antiossidante, pieno di Vitamina C e D e ad Altino è usato per qualunque cosa: creme, marmellate, miele. Anni fa un parrozzo rielaborato con questo ingrediente vinse un premio in palio come dolce d’autore. Il sapore è dolce e la colorazione è rosso accesa, e le proprietà si esaltano con la lavorazione. L’essiccazione viene fatta in collina.
Continuando il giro per il grazioso spazio, abbiamo notato le collane di peperoni che anche le nostre nonne avevano appese, e utilizzate per insaporire molte pietanze: cif e ciaf, pizz e fuje, le uova, etc. Abbiamo anche visto dei piloni, antichi mortai utilizzati per polverizzare i peperoni secchi: dopo aver tolto il seme, si setacciava e si tritava.

Attrezzi per la coltivazione del peperone dolce
Attrezzi per la coltivazione del peperone dolce

Tutto il Museo profumava di storie di altri tempi, in cui i nostri avi vedevano la Terra come fonte di ricchezza e di rispetto. infatti, l’ultima parte del tour è stata proprio quella di sentire, tramite audio, i vecchi racconti degli anziani del paese, del loro rapporto con questo tesoro, dei viaggi per commercializzarlo: viaggi che oggi possono essere fatti in cinque minuti di macchina, ma che a quei tempi duravano giorni interi.

E siamo tornati bambini, con i racconti dei nostri nonni, con le loro storie e i loro drammi, le loro felici conquiste. E ho immaginato qualche anziano del luogo, che guardava l’altura e la splendida Val di Sangro, mentre teneva tra le mani l’oro rosso della loro Terra.

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Tommaso Bernabeo

Attore e regista, cerca di unire al viaggio per lavoro il viaggio per passione. Grande appassionato di misteri dei luoghi visitati, non disdegna monumenti artistici, luoghi sconosciuti e soprattutto  prelibatezze culinarie.

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