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Museo della Battaglia di Ortona

 Museo della Battaglia di Ortona

Il Museo della Battaglia di Ortona è dedicato all’evento che nel dicembre del 1943, sconvolgendo la città, rappresentò uno degli episodi più drammatici nello scenario abruzzese della seconda guerra mondiale, tanto da essere soprannominata “La Piccola Stalingrado“.

Il Museo, dotato dei più sofisticati sistemi di interattività basati su evocazioni sonore e contributi filmati, si articola in tre distinte sezioni. La prima sezione è dedicata ai cittadini ortonesi che subirono, in maniera del tutto inerme, gli effetti del bombardamento.

Per la presenza di mine e ordigni esplosivi disseminati in tutto il territorio ortonese, persero la vita 1314 civili, un’ampia documentazione fotografica ne attesta l’esito degli sfollamenti e il dramma della distruzione. La seconda sezione è dedicata alle forze alleate (I Canadesi) e alle forze nemiche (I Tedeschi); difatti sono esposti cimeli di vario genere, uniformi militari, armi, equipaggiamenti ed effetti personali. L’ultima sezione è dedicata prevalentemente alla strategia militare, rappresentate sia da riproduzioni di foto originali (proclami, avvisi alla popolazione) e sia attraverso schemi grafici che ricostruiscono le tattiche messe in atto.

Il Museo è perennemente aggiornato grazie alle molteplici donazioni di privati, che lasciano in maniera permanente i loro cimeli personali del periodo nazista. Uno tra tutti il plastico che si trova nella zona centrale del museo che rappresenta, con grande precisione, le conseguenze del bombardamento sul tessuto edilizio.

Particolarmente suggestiva è la ricostruzione della distruzione della Cattedrale di San Tommaso, che costituisce anche un importante documento dell’individuazione delle parti che, nonostante i crolli, potevano essere salvate durante la ristrutturazione. Le formula più apprezzate sono senza dubbio le gigantografie di immagini che i soldati alleati scattarono alla popolazione nei giorni della battaglia. Molto efficace è l’allestimento di un piccolo spazio in forma di sacello, fortemente voluto dai reduci canadesi, che racconta, attraverso le immagini, i caduti di entrambi gli schieramenti.

Questo recupero della memoria è dato anche dal costante contatto che i reduci Canadesi hanno con il Museo, mentre per i caduti di guerra, la città di Ortona ha dedicato, nel 1944, un cimitero militare monumentale, il Moro River War Canadian dove riposano 1375 soldati.

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Francesco

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Light Designer nella vita di tutti i giorni, viaggiatore nella seconda vita. Credente della filosofia del viaggio in solitaria giusto per poter fare quello che mi pare. Fotografo e visito qualunque cosa ho sott'occhio.

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