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Un viaggio alla scoperta della Val Pusteria in Trentino

 Un viaggio alla scoperta della Val Pusteria in Trentino

Day 0 – L’inizio

“Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”

Con questa frase, un anonimo descrisse la voglia e la bellezza di un viaggio perchè si sà, il ricordo rimane indelebile attraverso le foto, gli album, le amicizie e le emozioni che riescono a trasmettere…

Un giorno decisi di andare in vacanza, senza un dove, senza una meta…L’importante era fuggire dallo stress del lavoro e dalla frenesia di un paesino piccolo come Ortona. Circa un mesetto prima incontro un amico che, parlandogli del progetto di “evadere” per qualche giorno, mi convinse a prendere in considerazione l’idea delle Dolomiti. Il mio pensiero era di andare fuori, per conoscere nuove culture e nuove abitudini, le differenti cucine e la mentalità dei piccoli borghi e paesi disseminati per il continente. Ma di certo rimanere nel mio Stato non mi sarebbe dispiaciuto.

Decido allora di informarmi su Braies, un piccolo paesino, sempre consigliato dal mio amico Gaetano. Mi si apre un mondo…Un lago da paura, un paesino degno dei migliori borghi italiani, una catena montuosa considerata una delle più belle al mondo e ospitalità garantita. Prendo la palla al balzo e subito vado sul sito di Trenitalia per vedere se ci sono disponibilità di viaggio nei giorni di partenza. Assodato che erano disponibili, comincio la ricerca di un hotel / ostello per passare i miei 4 giorni in assoluto relax.

Mando varie email, contatto parecchie strutture e tutte che mi rispondevano garbatamente e con accento tedesco. Una struttura mi aveva incuriosito parecchio, il Trenker Luis, un piccolo appartamento su due piani situato in contrada St. Veit a 3 Km dal lago di Braies e a 15 minuti da Ferrara, una piccola frazioncina a 1200m s.l.m..

Opto per la soluzione solo camera con pagamento sul posto, dato che i miei quattro giorni non sarebbero stati di relax, ma scanditi da escursioni e passeggiate per ammirare la maestosità delle dolomiti.

Arriva il giorno tanto atteso, la preparazione del bagaglio è stata più ardua del previsto. Porto il necessario per una 4 giorni di escursioni e, la notte, prendo il treno da Pescara. Ci vorranno 12 ore prima di arrivare a Villabassa, la stazione più vicina di Braies. Questo perchè ho dovuto fare ben 4 cambi, dato che i collegamenti con il Trentino non sono molto agevoli. Arrivo per le 4 di pomeriggio è gia percepisco di essere in un mondo completamente diverso: la storia e la tradizione tedesca ha preso il sopravvento ricreando un paesino suggestivo e caratteristico. Prendo l’autobus n° 442 e dopo circa un quarto d’ora mi trovo davanti l’appartamento.

Scendo e mi guardo intorno: vedo solo monti e casolari sparsi qua e la, subito percepisco di aver fatto la scelta giusta. Arrivo sull’uscio e si presenta un uomo sulla cinquantina, con una parlata italiana tendente al tedesco. Facciamo le presentazioni e mi vengono date le chiavi della stanza. Non aspetto ulteriore tempo e subito mi fiondo nella doccia e successivamente per disfare la valigia. Metto in carica telefono e GoPro e mi rilasso sul piccolo balconcino che ridà su una vista mozzafiato con un sigaro regalatomi dall’amico Mario per l’occasione.

Considerato l’orario ormai proibitivo per uscire, mi faccio una camminata nel paesino più vicino: Ferrara di Braies. Molto suggestivo e molto caratteristico ti ipnotizza per la bellezza del paesaggio e dell’architettura ben curata, difatti sembra di essere in Germania e non in Italia. Acquisto qualcosa per cena nel market del paesino e ritorno sui miei passi fino in albergo.

Arrivato, subito pianifico questa quattro giorni di montagna: parlando sul cosa fare e cosa non fare mi viene consegnata una cartina della zona e mi vengono illustrati tutti i possibili itinerari da fare, dai più facili ai più complicati. Opto, per il giorno dopo, di fare un escursione ed arrivare al Picco di Vallandro (2839m). Famosa per la sua visuale a 360° sui monti che la circondano: primi fra tutti, le tre Cime di Lavaredo.

Mi metto a letto segnando sulla mappa l’itinerario da seguire il giorno dopo e, nell’attesa che Morfeo arrivasse, inganno il tempo con un buon libro di Dan Brown.

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Francesco

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Light Designer nella vita di tutti i giorni, viaggiatore nella seconda vita. Credente della filosofia del viaggio in solitaria giusto per poter fare quello che mi pare. Fotografo e visito qualunque cosa ho sott'occhio.

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